È un confine lieve,
quasi impercettibile, dove la
materia sembra separarsi solo
per rivelarsi, mostrando ciò che
normalmente resta nascosto:
la tensione interna, la struttura,
l’essenza stessa del progetto. In
questo gesto essenziale prende
forma Seko,
un equilibrio
sospeso
tra forza e
leggerezza,
tra presenza
e sottrazione,
dove il taglio
non è mai
frattura ma
occasione di
relazione.